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Capoliveri il forte Focardo

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Forte Focardo Capoliveri

"Del castello il Focardo aveva la solitudine, le mura ricciute di capperi e di fichi selvatici, di lentischi, di altre piante antiche". Con queste parole Raffaello Brignetti, il pi grande scrittore di mare italiano, ricordava il luogo in cui aveva passato la giovinezza, al seguito del padre, che qui fece da guardiano al faro. Dalle suggestioni degli ambienti militari dimessi, dai colori della scogliera sottostante e dai frequenti spostamenti in barca dal piccolo approdo del forte al paese di Porto Azzurro, dove frequentava la scuola col fratello, nacque la sua voglia di raccontare storie profondamente legate al mare.

L'unica struttura a carattere difensivo del comune di Capoliveri a pianta quadrata bastionata, protetta dal lato di terra da un fossato. Il bastione sud stato ricostruito (malamente) dopo che un bombardamento nella seconda guerra mondiale ne aveva distrutto le forme originarie: purtroppo il risultato non molto armonico con le antiche mura. Il forte disponeva di quindici bocche da fuoco e poteva ospitare fino a cinquanta soldati. Al suo interno si trovavano le caserme dei soldati, i magazzini, la sala della disciplina e alcuni sotterranei. La fortezza stata voluta dagli spagnoli nel 1678. La sua costruzione fu ritenuta necessaria in appoggio al caposaldo di Longone. Infatti il forte maggiore, costruito nel 1603, fu espugnato dai francesi nel 1646 dopo un assedio. Prontamente riconquistato quattro anni pi tardi, gli spagnoli pensarono a un sistema che impedisse ai nemici di forzare l'entrata nel golfo di Mola e di trovare riparo nelle piccole baie intorno a Longone. Fu cos costruito il Focardo sulla punta che chiudeva a sud la rada, con lo scopo di creare un fuoco di sbarramento all'imbocco della stessa. La nuova opera, di non grandi dimensioni, fu affidata al maggiore Alejandro Piston e terminata in appena due anni. Voluta dal vicer di Napoli Foscardo, ne eredit il nome, che ben presto si trasform in quello attuale. A ricordo di ci fu posta una lapide, vicina all'ingresso esterno, ancora oggi visibile, sebbene in cattive condizioni.

Il battesimo del fuoco lo ebbe nel 1708, quando Longone entr nelle mire dell'esercito imperiale, durante la guerra di successione spagnola. Non solo resistette a un assalto dei soldati austriaci, ma la guarnigione spagnola (aiutata dai, una volta tanto, alleati francesi) ne fece prigionieri molti tra cui il capitano. Inizi cos un gustoso scambio epistolare tra i due comandanti, dove, da parte imperiale si chiedeva assicurazioni per i prigionieri, e da parte spagnola ci si doleva per la scarsa creanza dimostrata dagli ufficiali nemici nel trattare con gentiluomini in uniforme.

Il secondo episodio di guerra del 1799, quando le truppe napoleoniche invasero l'Elba. Longone e Focardo erano in quegli anni sotto il governo di Napoli. In questa occasione i comandanti della guarnigione giudicarono meglio abbandonare il forte per la sua impossibilit di reggere un lungo assedio. Peraltro con il passare del tempo la sua importanza difensiva venne sempre meno. Nell'aprile 1814, con la crisi dell'impero di Napoleone, un gruppo di capoliveresi assalt un forte quasi incustodito, saccheggiandolo. Nel 1848 fu costruito il faro al suo interno. Attualmente propriet della marina militare e sotto la custodia di un farista. Per questa ragione l'accesso precluso. E possibile ammirare i suoi baluardi e i fronti tanagliati dall'esterno, e i pi "acrobati" possono costeggiare tutto il promontorio su cui sorge, ammirando la struttura ad arco che d stabilit al forte a causa di una faglia e il piede di alcuni bastioni che lambisce quasi il mare. Il modo migliore per raggiungerlo invece tramite il sentiero che parte dall'angolo sud della spiaggia di Naregno, e passa all'ombra di una bella pineta sulla scogliera con alcuni scorci su Porto Azzurro.

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