Capoliveri Isola d'ElbaErbario


Erbario Piante e fiori dell'Isola d'Elba

Capoliveri Isola d'Elba :: Erbario :: Gli alunni della 1A (anno 2000/2001) della scuola media di Capoliveri Isola d'Elba presentano

Introduzione

L'uso delle piante per scopo terapeutico ed alimentare è vecchio quanto l'uomo. Documentazioni importanti risalgono addirittura al III millennio A.C., all'impero cinese ed alle civiltà dei grandi fiumi, in modo particolare dell'antico Egitto. In Grecia le prime applicazioni di specie botaniche si devono ad Ippocrate, padre della medicina e al farmacista Teofrasto, discepolo di Aristotele. Ma è Plinio il Vecchio, il più grande studioso dell'antichità, che nella sua "Historia naturalis" descrive ben mille specie.

La conoscenza delle proprietà delle piante fu approfondita nel corso del Medioevo, attraverso l'opera dei monaci nei conventi e degli studiosi nelle università di Pavia, Padova e Bologna. Infine con lo svedese Carlo Linneo nella seconda metà del 1700 la botanica acquista stabilità nelle denominazioni, diventando una scienza come intendiamo noi. "Fino ad alcuni decenni fa", così ci dice una signora di Capoliveri contattata dagli alunni, " i rimedi per le malattie erano pochi. Per gli ammalati di bronchi si facevano cuocere i semi di lino fino a farne una pappetta, poi si metteva calda in un indumento di lana e si metteva sul petto. Per il raffreddore si prendevano degli estratti di pino e si mettevano a bollire, poi si versava in una bacinella e, chini con la testa su di essa con un asciugamano in testa, si facevano i " fumenti" . Per le varie infiammazioni si facevano dei decotti di malva, di radici di Gremignia, di Sambuco. Per purgarsi c'era il sale inglese e l'olio di ricino. Per rinforzare i bambini veniva somministrato loro l'olio di fegato di merluzzo. Per tutti i diversi malanni ci si recava in farmacia: il farmacista era un vero alchimista e preparava "le polverine adatte". Dall' immediato dopo guerra in poi, con l' introduzione della penicillina e degli antibiotici, si fece sempre meno ricorso all' uso delle erbe, soprattutto per quanto riguardava le loro proprietà curative. Dall' altra parte solo la nuova medicina poteva risolvere con successo un caso di polmonite, malattia che, fino ad allora aveva mantenuto migliaia e migliaia di vittime. All' Elba, quando un poveraccio contraeva questo morbo, qualcuno della famiglia diceva: -" Dobbiamo andar subito a ordinare la cassa. "-

Da qualche anno a questa parte si assiste invece ad un ricorso sempre crescente all'uso delle erbe. Non c'è giornale, rivista, conversazione dove non si parli di erbe e delle loro virtù. Innumerevoli prodotti si richiamano ad erbe, frutti, radici ma se si va a vedere nelle loro composizioni quali e quante sono le essenze vegetali impiegate, si scopre che di mele verdi, di succo di limone, di menta, di avena, di finocchio ecc... spesso non c'è neanche la traccia. Non dobbiamo lasciarci coinvolgere troppo dalle pubblicità che ci bombarda di immagini di campi verdi che hanno spesso come scopo la speculazione consumistica. Nello stesso tempo non dobbiamo credere che le erbe possono soppiantare la medicina tradizionale. Un ragionevole e guidato uso di entrambe crediamo possa essere la cosa migliore.

Saper distinguere le varie erbe, dove trovarle, quando raccoglierle, come utilizzarle al meglio, conoscerne le ricchezze nascoste sono alcuni punti che ci hanno guidato nel preparare questo lavoro che vuole essere una semplice guida all'uso delle piante, sia in cucina che in medicina, che ricoprono ancora abbondantemente i terreni dell' ISOLA D'ELBA.

Il progetto Erbe Utili

Durante l'anno scolastico 2000/01, gli alunni della classe I° hanno sviluppato un lavoro interdisciplinare per la conoscenza delle erbe selvatiche utilizzate sia nell'alimentazione che per scopi medicinali.

Il lavoro si è sviluppato in diverse fasi: durante due escursioni, una a Capo Stella e l'altra all'isola di Pianosa, gli alunni hanno raccolto e/o fotografato sul posto alcune piante; in seguito, tornati a scuola, hanno disposto le piante per farle seccare e raccoglierle in un erbario. Contemporaneamente è iniziato un ampio lavoro di ricerca su numerosi testi e anche la raccolta di testimonianze e racconti popolari sull'uso tradizionale delle piante. Le informazioni sono state sintetizzate in schede dedicate a ciascuna delle piante raccolte. Le schede sono poi state inserite nel computer dagli alunni. che hanno così avuto l'opportunità di apprendere l'uso di programmi per la grafica e per la costruzione di pagine Web.

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Gli alunni della I° media della sc. Media di Capoliveri durante l'escursione all'isola di Pianosa

Che cosa abbiamo imparato

Per noi alunni della scuola media lavorare per questo laboratorio ambientale è stato un divertimento ma anche un modo per stare a contatto con la natura e conoscere bene le piante commestibili e medicinali dell'isola d'Elba.

All' inizio dell'anno scolastico abbiamo fato varie uscite intorno alla nostra scuola,per le strade e nei campi, accompagnati dai nostri insegnanti: professore Anselmi professoressa Marinari.

Abbiamo fotografato, osservato e raccolto le piante che poi abbiamo messo ad essiccare nei libri. Tramite questo lavoro abbiamo imparato ad usare contemporaneamente tanti testi che servono per fare ricerche e schede bibliografiche, separando quello che è utile da quello che non lo è per il lavoro che stiamo svolgendo.

Per approfondire il nostro argomento siamo anche andati a parlare con persone anziane del nostro paese e siamo entrati nelle farmacie sempre per avere qualche informazione in più.

Abbiamo imparato anche a usare vari programmi del computer; ad esempio sappiamo inserire le foto nel testo o fare molte altre cose ancora.

Ci ha molto colpito il fatto che i nostri professori amino profondamente gli animali e la natura. Ma la cosa più importante è che abbiamo imparato anche noi ad amarli.

Vogliamo ringraziare l'Ente Parco per averci offerto l'escursione all'isola di Pianosa

Progetto "Erbe Utili" della Sc. Media di Capoliveri

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