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Innamorata - Buzzancone
Rappresenta il collegamento tra la caotica
costa occidentale e la selvaggia costa
orientale, mette in risalto anche il
contrasto tra la macchia a gariga,
tipica del versante ovest, con la
macchia alta e pineta del versante est.
La partenza
avviene dalla località dell’Innamorata,
detta in tale modo per
la leggenda
che la contraddistingue e di cui annualmente
(il 14 luglio) ne viene allestita la
rievocazione. Insieme alle moderne case
di vacanza spiccano i due palazzi della
società delle miniere dell’Elba, dove
fino a qualche decennio fa si trovavano
gli alloggi dormitori dei minatori,
gli uffici amministrativi della miniera
di Calamita e la cosiddetta "mensa
degli scapoli". Alcuni opifici ormai
in rudere sono sparsi un po’ ovunque
sulla Punta della Ciarpa. Le
coreografiche Isole Gemini fanno
da sfondo alla spiaggia, ma sono regno
incontrastato dei gabbiani.
La partenza avviene dal parcheggio della
spiaggia. Si imbocca la strada sterrata
al lato del rudere della centralina
elettrica della miniera. Dopo un breve
tratto costeggiante un fosso si sale
costantemente tra vecchi terrazzamenti
ed arpie rivo, a volte ombreggiate da
bassi alberi impiantati dai proprietari
della strada. La vegetazione è a gariga
con la presenza di cisti e ginestre.
La strada viene detta dai locali "Di
Serena" dal cognome di una delle
proprietarie della zona. Al termine
della salita (170m) si arriva alla strada
delle miniere in località detta "l’asta"
(dalla sbarra che preclude la strada
appena affrontata). Dall’area picnic
costruita recentemente è possibile godere
un superbo panorama.
Svoltiamo a destra, seguendo la strada
comunale per circa duecento metri fino
all’imbocco di una salita sulla sinistra,
in prossimità di un rudere. Questo è
indicato nelle cartografie come "Capanna
di Gustavo", ma è meglio conosciuto
dai capoliveresi come "magazzino
di Sardina", dal soprannome con
cui era conosciuto il proprietario.
Affrontiamo quindi la salita di Sardina
nel paesaggio brullo dovuto ai passati
incendi, ma con belle vedute sulle
miniere di Calamita sul fosso
del Salcio. Con un po’ di fortuna è
anche possibile assistere alla corsa
sfrenata di una lepre. Arrivati finalmente
al fresco della pineta, in prossimità
della grande vasca gialla, incrociamo
il sentiero 71. Si prosegue su di esso
per pochi metri (sulla destra) e alla
biforcazione si prende la strada in
salita a sinistra. Ancora pochi metri
di dura salita sotto la pineta e finalmente
arriviamo allo scollinamento a quota
364m. D’ora in poi il tracciato prosegue
tutto in discesa.
Incrociamo il sentiero 82 e da questo
punto i due itinerari proseguono insieme.
Si Scende fino al quadrivio di Poggio
Fino. Il sentiero 71 prosegue in
discesa sulla sinistra su una vecchia
pista forestale, un tempo ombreggiata
interamente da una pineta, oggi distrutta
dall’incendio. Qui il panorama cambia;
se prima eravamo accompagnati dalle
vedute sulla costa meridionale dell’isola,
adesso la scena prende la forma della
costa orientale. La strada scende a
tornanti su fondo sconnesso fino a raggiungere
le tranquille calette orientali, è più
precisamente ai 23m della punta di
Buzzancone.
Da qui le alternative sono due: a sinistra,
per arrivare a Straccoligno e
quindi a Capoliveri; a destra,
per la Fattoria Ripalte, in entrambi
i casi si cammina sul sentiero 82.
testi di Andrea
Galassi
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