|
80
Capoliveri Naregno
Il primo tratto
mette in collegamento il paese di Capoliveri
con la Fattoria Ripalte, evitando la
strada delle miniere; il secondo tratto
permette di godere della bellezza della
costa orientale del promontorio. E’
il sentiero più adatto per sottolineare
il connubio tra mare e collina a Capoliveri.
Il primo tratto
del tracciato è comune al 70. Quando
questo devia sulla strada detta "Di
Stelli" (dal nome di un antico possidente),
mentre noi proseguiamo sulla strada
ripida detta "di Sigurt" colui
che sistemò la strada per raggiungere
la sua casa di Poggio al Pozzo). Se
la presenza è inclemente e non ci sono
alberi ad assicurare frescura, in compenso
si gode di un bel panorama su Porto
Azzurro. Arrivati a Poggio al Pozzo
(351m) la salita si fa più dolce fino
alla strada dell’anello. Qui si incrocia
il sentiero 70. Lo si attraversa e si
prosegue sempre in salita fino ad entrare
nella bella pineta a Pino Marittimo
del Monte Calamita. Arrivati davanti
all’ingresso dell’Aeronautica la salita
finisce e si inizia a scendere verso
la Fattoria Ripalte. A quota 364m si
incrocia il sentiero n.71 e da questo
momenti i due sentieri corrono su un
percorso comune. Nel tratto interessato
partono alcuni sentieri (sia a destra
che a sinistra) che portano comunque
tutti sull’anello del monte. Arriviamo
così a Monte le Torricelle (341m).
A questo punto
la discesa si fa più ripida sui resti
del vecchio asfalto fino ad un quadrivio
su cui converge anche il sentiero 70.
Il tratto in comune 71 –82 finisce qui.
Il primo infatti devia a sinistra, mentre
noi proseguiamo sulla discesa semi asfaltata,
tra i danni inflitti dell’incendio.
Al termine della discesa giungiamo all’ottocentesca
Fattoria Ripalte, oggi riadattata a
Villaggio Turistico. Sull’altopiano,
pian del corvo, su cui una volta si
aprivano vigne e coltivazioni oggi sorgono
i moderni edifici del villaggio ed aree
attrezzate allo sport. Ancora bello
è però l’edificio della fattoria con
le antiche cantine trasformate in ristorante.
Intorno alla fattoria le pinete ombreggiano
i maneggi che ne fanno uno dei ritrovi
obbligati per gli appassionati di cavallo.
Dal villaggio si snoda anche una fitta
sentieristica, non sempre accessibile
ai non autorizzati, che permette di
raggiungere la spiaggia di Remaiolo,
la Punta Ripalte e la Miniera del Ginepro.
Dalla Fattoria
si scende dalla strada che passa vicino
al maneggio, chiusa al traffico veicolare
da una sbarra. Da qui inizia un tratto
di circa tre chilometri che tocca tutte
le calette della costa orientale del
calamita fino alla spiaggia di Straccoligno.
La prima metà della strada corre in
leggera discesa, e poi prosegue tra
saliscendi. La vegetazione è mista:
sul lato sinistro, macchia bassa ad
Alterno e lentisco; sul lato destro,
pineta e qualche raro leccio. Le spiagge
che si incontrano sono le seguenti:
Ripabianca, Stagnone, sassi neri, punta
nera, Buzzancone, Istia ( e l’isolotto
di Liscoli), Calanova, Malpasso, ferrato.
Tutte le spiagge sono raggiungibili
tramite sentiero più o meno brevi, segnalati
da cartelli del villaggio turistico.
Sassi Neri è la
terza miniera del capoliverese, insieme
a Calamita e Ginepro, la più piccola
dell’Elba. L’escavazione fu inizialmente
negli anni trenta. Della miniera sono
rimasti un paio di edifici semi diroccati
e nascosti dalla macchia ed il bel laghetto
artificiale simile a quello più famoso
di terra nera.
In prossimità
della punta di Buzzancone si rincontra
il sentiero n.71 che qui ha termine.
Giunti alla spiaggia di Istia si attraversa
la fresca valle del Monterotondo, dove
per qualche mese l’anno scorre un suggestivo
fossato. La spiaggia di Istia è separata
da quella di Calanova da una punta interamente
coperta da una verdeggiante pineta così
come il retrospiaggia, offrendo frescura
hai bagnanti estivi. A Calanova bisogna
attraversare la sbarra che chiude la
strada appena percorsa.
Il sentiero prosegue
affrontando del saliscendi, intervallati
dal fosso del lungaccio con i suoi saltini
d’acqua, fino ad arrivare a Straccoligno.
Bisogna percorrere
la spiaggia fino all’angolo meridionale
dove non sarà difficile scorgere un
sentiero che si arrampica sulla scogliera.
Seguendo rigorosamente le segnalazioni
si passa sopra la spiaggetta di Capo
Perla e tra villette, fino a raggiungere
la strada comunale. Deviamo a destra
e pochi metri dopo a sinistra, imboccando
una strada segnalata con un divieto
di transito. Questa corre in saliscendi
fino al Forte Focardo.
Il forte fu Costruito
dagli Spagnoli nel 1678 per chiudere
con un fuoco di sbarramento il golfo
di Mola. Deve il suo nome al suo fondatore
il viceré Giovanni Gioacchino Faxardo,
ed i lavori durarono appena due anni,
a ricordo di ciò fu posta una lapide
all'ingresso, scritta in spagnolo. Anticamente
era protetto da un fossato, mentre il
bastione sud est è stato malamente ricostruito
dopo un bombardamento della seconda
guerra mondiale. L’accesso è precluso
in quanto proprietà della Marina Militare
che vi ha impiantato un faro.
Dall’Ingresso
del forte imbocchiamo il sentiero che
scende nella pineta sottostante. Da
esso è possibile arrivare anche all’antico
porticciolo del forte. Dopo poche decine
di metri sotto la vegetazione si raggiunge
la spiaggia di Naregno su cui lungo
mare termina l’Itinerario. Per tornare
a Capoliveri si può passare dalla strada
comunale oppure dalla meno trafficata
vicinale di Ripitino, che si imbocca
poco sopra il parcheggio alto dell’hotel
le Acacie.
testi di Andrea
Galassi
|