Nome
Popolare:
erba ruta
Nome scientifico: Ruta chalepensis
Descrizione: la ruta è una pianticella
suffrutticosa con la parte inferiore lignificata e
rametti dell' anno erbacei. Le foglie sono alterne, di colore verde e grigio cenere; i
fiori sono raggruppati in rami ed hanno petali di colore giallastro.
Habitat: è abbastanza frequente negli ambienti aridi
dell'Isola d'Elba.
Luogo e data di raccolta: 27/02/2001 a
Capo Stella
Utilizzo in medicina:
impacchi di ruta
Ricetta: 10 g di ruta, 10 g di camomilla, 10 g di
Eufrasia,
5 g di finocchio (semi), 1/4 di acqua bollente. Lasciate riposare per mezz' ora e filtrate
con cura. Utilizzate per frequenti impacchi agli occhi.
Utilizzo in cucina:
pasta con
rapa e ruta
Ricetta:
400 g di fusilli, 400
g di cime di rapa, 100 g di ruta, 4 filetti di acciughe sottosale, 1 spicchio di aglio,
formaggio grana grattuggiato, olio extra vergine d'oliva, sale, peperoncino rosso.
Mandate le cime di rapa dalla parte di gambo più dura e
lavatele con la ruta, quindi lessate entrambi in acqua bollente e salata; scolate la
verdura e tiratela grossolanamente. In un ampio tegame scaldate un 1/2 bicchiere di olio
con lo spicchio di aglio schiacciato e i filetti di acciuga che avrete prima pulito dalle
lische. Fate disfare le acciughe nel condimento, quindi unite la verdura, condite con sale
e peperoncino e fate insaporire su fiamma moderata. Nel frattempo lessate la pasta in
abbondante acqua salata, scolatela al dente e versatela nel tegame con le cime di rapa.
Mescolate su fiamma vivace così che insaporisca, quindi portate in tavola.
Curiosità:
La storia della
ruta o meglio la leggenda, ci ricorda che Mercurio fornì la ruta ad Ulisse per vincere i
veleni di Circe. Anticamente la ruta era ritenuta dotata di magici poteri, utili in
particolare per liberarsi dagli spiriti maligni. Anche i druidi ed i saraceni ritenevano
sacra questa pianta. Ipocrate e Teofrasto rispettivamente grande medico e botanico
dell'antichità, attribuirono grandi virtù terapeutiche a questa pianta così coltivata
fin dai tempi più antichi. Ritenevano questi illustri progenitori, che la ruta calmasse
gli antichi epilettici, rinfrescasse la vista ed infine impedisse la procreazione. Tra gli
autori più famosi, che ha qualche tipo hanno parlato della ruta è opportuno ricordare
oltre al grande naturalista Plinio, Columella, Verrone, Cicerone, Anicio. La presenza di
questa pianta tiene lontane le vipere. All' Elba, fino a qualche tempo fa, si regalava
spesso un vaso di ruta, così come oggi si regala un vaso di ciclamini. Però la padrona
di casa che riceveva il dono doveva in qualche modo "arrufianarsi" alla piantina
che, secondo la tradizione popolare, una volta entrata in casa, poteva portare bene o
male; tutto dipendeva dal modo in cui si accoglieva. Per tanto era ben rivolgerle subito
un saluto del genere: "Buongiorno signora ruta! Ma come sei carina signora ruta!
Accomodati signora ruta! Ben venuta signora ruta.......
A cura di
Sara Fiandanese e Sardi Alessandro
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