Nome Popolare:
rafano,
rafanastro
Nome scientifico:
Descrizione: perenne
con grossa radice a fittone (50, 60cm) spesso ramificata e lignificata. Il fusto (60cm)è
semplice e con poche ramificazioni. Le foglie basali sono verdi, ovate con lungo picciolo,
le altre fittamente lobate, pennatifide, o con
margine intero. I fiori, bianchi riuniti in pannocchie
apicali,
compaiono in primavera-estate. Portati su un lungo stelo, maturano formando
silique contenenti semi ovali schiacciati.
Habitat: il rafano
cresce con frequenza negli orti e nei terreni freschi e ombrosi formando vigorosi
cespugli.
Luogo e data di raccolta: 27/02/2001 a Capo Stella.
Utilizzo in medicina:
ricco di vitamine C, fosforo, calcio, potassio, il rafano è antiscorbutico, stimolante,
espettorante e diuretico, ma sconsigliabile alle
persone delicate di stomaco e intestino.Il succo della radice fresca, il decotto, la
macerazione in vino bianco, servono per rachitismo, anemia, scorbuto, idropisia, gotta e
reumatismi. I cataplasmi di radice fresca, grattata
danno sollievo alle persone aflitte da sciatica, reumatismi, infiammazione delle vie
respiratorie e da emicrania.
Utilizzo in cucina:
"Salsa di mandorle al rafano"
Ingredienti: 90g di
mandorle spezzettate, 1 cucchiaio di farina, 1 cucchiaio di rafano grattugiato, 1
cucchiaio di zucchero, 1 tazza di brodo caldo, 2 tazze di yogurt.
Preparazione: stemperate in una casseruola la farina nel brodo caldo. Unite quindi le
mandorle spellate e finemente tritate con lo zucchero e fate cuocere per qualche minuto,
fino ad addensare la salsa; spegnete aggiungete il rafano.
A cura di
Fiandanese Sara e Sardi Alessandro
|