Nome Popolare:
Corbezzolo all'Elba è chiamato anche Bacolo.
Nome Scientifico: Arbutus Unedo L.
Descrizione:
Albero arbusto sempre verde, alto fino a 9-12 m., con chioma
irregolare di colore verde carico; tronco eretto densamente ramificato con
corteccia bruno-rossiccia rugosa. Le foglie hanno un picciolo peloso, rosato e
lamina lanceolata, coriacea, con apice acuminato e margine dentellato; pagina
superiore lucida di colore verde scuro, pagina inferiore più chiara e opaca; le
nervature sono bianche. I fiori sono raccolti in pannocchie, pendule di 5-35 cm;
corolla bianco-giallastra, lunga circa 1 cm. Fiorisce in ottobre-novembre. I
fiori sono visitati dalle api: il miele di corbezzolo è uno dei più pregiati.I
frutti sono delle bacche sferiche del diametro di circa 2 cm di colore rosso
porpora con superficie granulosa. Malgrado l'aspetto attraente, sono poco
saporite; nonostante ciò, vengono usate per preparare confetture e un'acquavite.
Habitat:
La specie è originaria delle regioni costiere mediterranee, dall'Europa
meridionale all'Asia occidentale e l'Africa settentrionale, caratterizzate dal
clima mite ed aridità estiva. Caratterizza il paesaggio mediterraneo da livello
del mare sino all'alta collina dei 700-1000 m.
Utilizzo in generale:
Oltre alla produzione di miele amaro, importante in regioni quali la
Sardegna e assai conosciuto per le sue proprietà antisettiche, il frutto si
presta ad un moderato consumo fresco, specie se associato a quello di altri
piccoli frutti del bosco. La sua trasformazione consente l'ottenimento di
marmellate, gelatine, sciroppi, canditi, fermentati e distillati. Le foglie e la
corteccia contengono principi attivi utilizzati in erboristeria ed una notevole
quantità di tannino sfruttato a livello industriale, soprattutto per la
produzione di coloranti e per la concia delle pelli. E' una specie con una
grande capacità di reazione agli incendi e trova impegno anche nei rimboscamenti
e nel consumamento delle dune.
Utilizzi terapeutici: Il corbezzolo ha proprietà
antinfiammatorie, antisettiche, astringenti, depurative e diuretiche.
Utilizzo in Cucina:
I frutti, dal tipico sapore asprigno, possono essere consumati al
naturale oppure utilizzati per la preparazione di marmellate, gelatine e
bevande. In alcune regioni si usa anche candirli e metterli sottospirito;
all'Elba, alla fine della seconda guerra mondiale, le persone aspettavano che
maturassero i frutti che sfamavano molta gente.
Rimedio popolare: Pianta che ci da le rosse "bacole"dal
dolce sapore. Le bacole vengono mangiate crude semplicemente oppure in macedonia
con altri frutti, conditi con zucchero e moscato. Attenzione a non accedere
nella quantità, perché possono dare sintomi di ubriachezza e disturbi
intestinali..
Curiosità:
Tanti sono gli episodi accaduti o "fatti" accadere in tempo di guerra
e riferiti al cibo, oggetto di massima importanza durante le veglie estive
subito dopo il brevissimo pasto serale. In località Viticcio, a qualche km da
Portoferraio, un cittadino ( cioè abitante di Portoferraio) aveva adocchiato un
bel corbezzolo pieno zeppo di "bacole", non ancora troppo mature. Pertanto
decise di tornare in quel posto qualche giorno dopo quando, i frutti, divenuti
più maturi, sarebbero stati commestibili. La settimana successiva l'uomo tornò
al Viticcio e andò dritto nel boschetto a trovare il suo bacolo. Quando fu a
qualche metro dall'arbusto vide che qualcosa si muoveva; sperò che fosse un
animale, ma quale delusione, quando, arrivato all'albero, vide un tizio tutto
sdraiato a pancia all'aria e dall'aria soddisfatta che gli si rivolse con queste
parole: "Amico, che bella scorpacciata mi sono fatto, ora si che ho la pancia
piena". Il nostro ometto si allontanò deluso, pensando che c'era troppa
concorrenza.
Data e luogo di raccolta: 04/04/2002 a
Capoliveri
A cura di
Marzia Bomboi e Alessandra Capogna
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