Nome Popolare: Cappero
Nome scientifico:Capparis
Spinosa
Descrizione:
Il Cappero è un piccolo arbusto, ramificato, provvisto di spine. I fusti sono
sottili e lunghi; le foglie sono carnose, cordate, caratterizzate da un corto
picciolo fogliare e da due spine all'inserzione di questo. I fiori, solitari,
hanno quattro petali color biancorosa, arrotondati, con gli stami viola molto
lunghi. Il frutto è una bacca lunga qualche cm a forma di piccolo cetriolo.
Habitat:
Il Cappero è una specie tipicamente rupicola, che cresce bene sulle mura o anche
nelle fessure tra pietra e pietra. All'Elba caratterizza le antiche fortezze
medioevali di Portoferraio, quelle spagnole di Porto Longone (Portazzurro) e di
Forte Focardo; inoltre cresce sui vecchi muri dei paesini dell'entroterra. Basta
poca terra per far crescere bene il Cappero.
Periodo di
raccolta:
Se ne raccoglie il fiore ancora in boccio nei mesi tra giugno e settembre e si
conserva poi sotto sale o sott'aceto. Qui all'isola d'Elba, nel mese di agosto
comincia già a sfiorire ad appassire; si comincia allora la raccolta dei piccoli
cetrioli, che vengono anch'essi conservati sotto aceto.
Utilizzi
terapeutici:
La corteccia delle radici e i boccioli servono
rispettivamente per aumentare la diuresi e per tonificare la pelle delle guance
affetta da couperose.
Utilizzo
in cucina: Il
bocciolo fiorile del Cappero, ed anche il frutticino, sotto sale o sotto aceto,
trovano larga applicazione in cucina per insaporire piatti tipicamente marinari
e mediterranei.
Ricetta -
Capperi sott'aceto
Ingredienti :
Capperi, sale, aceto
Preparazione :
Raccogliere i Capperi lasciando loro un pezzetto del picciolo. Pulirli bene
senza lavarli. Lasciarli per due giorni ricoperti di sale. Toglierli dal sale e
immergerli in buon aceto bianco che li copra interamente.
Curiosità:
Un tempo il nostro linguaggio era più "colorato" e
si usavano molte espressioni riferite al Cappero, ad esempio: "Non capisci un
cappero"(non capisci niente); "Vai a far capperi" (vai al diavolo); "Capperi !"
(come espressione di meraviglia). Poi la nostra lingua è cambiata, anzi è
peggiorata, perché si usano parole più volgari.
Data e
luogo di raccolta :
11/10/01 Capoliveri
A cura di
Ylenia Buongiorno e Pieranna Signorini
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